Nicolas Granelli

Nato il I° Novembre 1963 a Thiers in Francia, vive in Italia.

Effettua gli studi presso la scuola di musica”George Gershwin” di Padova nelle materie: Sassofono, Teoria e solfeggio, Armonia e voicing, Guida all’ascolto, Musica d’insieme e Orchestra.

Dopo gli studi con il M° Maurizio Camardi, approfondisce la tecnica ed il fraseggio sassofonistico con i M° Marco Strano, Robert Bonissolo ed Ettore Martin.

Frequenta seminari di perfezionamento con i Maestri Claudio Fasoli e Jerry Bergonzi.

Entra nell’organico della “George Gershwin Orchestra” diretta da M. Camardi e successivamente nell’Orchestra A.M.J. (Associazione Italiana Musicisti Jazz) diretta dal Maestro Mario Raja, esibendosi in varie rassegne di carattere nazionale quali:

Nord-Est-Jazz-Fest, Salone delle Musica, Rassegna di città di Terni (Narni), Venezia Suona, la Parola alla Musica (Teatro Toniolo, concerto stereofonico con due orchestre simultaneamente sul palco: Keptorchestra e A.M.J.Orchestra).

All'inizio degli anni '90 crea un importante progetto con altri tre sassofonisti il SAX APPEAL QUARTET (quartetto di sassofoni). La formazione collaborerà anche con CLAUDIO FASOLI, che si esibirà in veste di 5° sassofonista in diverse rassegne jazz italiane.

Diretto da Claudio Fasoli entra nell’European jazz Orchestra, incidendo il disco”GUEST” con Aldo Romano, Paolo Birro e Kenny Wheeler (Soul Note). Riconoscimenti: “Disco del mese” Musica Jazz Marzo 1995. “Disco quattro Stelle” Down Beat Giugno 1995.

Sempre per la "SOUL NOTE" registra nel 1995 il compact disc "GIOTTO" con il quartetto di soli sassofoni SAX APPEAL, che vede la partecipazione di CLAUDIO FASOLI in veste di solista ai sassofoni, nonché coautore e co-arrangiatore. Quest'incisione ottiene un'ottima critica su MUSICA JAZZ febbraio 1996.

A Febbraio del 2000 esce, sempre per l’etichetta SOUL NOTE,il nuovo C.D. dei SAX APPEAL SAXOPHONE QUARTET dal titolo “BLOWIN”, ove il quartetto concentra l’attenzione su partiture esclusivamente originali.

Compone la colonna sonora per il video“Frescomoda” (girato all’interno della casa di reclusione “Due Palazzi” di Padova)che vince il Primo premio al Festival del Cortometraggio di Colonia.

Realizzazione della colonna sonora per il documentario “Tropical Lager Hotel” di Riccardo Broch e Frediano Manzi con il patrocinio di Amnesty International presentato al Salone Nazionale della Solidarietà di Padova in occasione di Civitas 2001.

Realizzazione musiche spettacolo teatrale di e con l’Attore Roberto Faoro regia di Nin Scolari “Mia nonna amava il contrabbasso”

Nel gennaio 2000 è chiamato dall’Associazione Musicale Unisono per la costituzione della FELTRE JAZZ ORCHESTRA con l’incarico di direttore.

Costituito l’organico ed il repertorio l’Orchestra, che vanta tra i migliori talenti del Triveneto, ha partecipato a: Venezia Suona, Bellunesi nel mondo(presso il Teatro di Belluno), rassegna al Teatro di Vipiteno, concerto alla Conchiglia di Cortina, Rassegna jazz Pedavena (presso Sala Guarnieri) ecc.

La Feltre Jazz Orchestra ha inciso un demo in acustico presso Teatro La Senna, chiamata anche la Piccola fenice.

Dal 1998 al 2001 ha diretto l’Extra & Comunitarian Orchestra, gruppo di musica etnica dei detenuti della casa di reclusione Due Palazzi di Padova.

Nel 2002 partecipa alla rassegna musicale “ Incroci Crossroads “ tenuti presso la Peggy Guggenheim Collection di Venezia. Una sua composizione, dal titolo “Nanà”, viene scelta ed inserita nel CD che testimonia questa rassegna, e distribuita presso le fondazioni Guggenheim di tutto il mondo.

In questi anni ha avuto modo di esibirsi in ambito Jazzistico con importanti artisti italiani e non, tra i quali ricordiamo: Aldo Romano, Claudio Fasoli, Paolo Fresu, Stefano Battaglia, Flavio Boltro, Furio Di Castri, Franco D’Andrea, Enrico Rava, Pietro Tonolo, Maurizio Caldura, Ralph Towner, Kenny Wheeler ecc.

Presentazione del corso di sassofono

Approccio
Respirazione, posizione, imboccatura, gola, emissione, attacco del suono.

Sonorità
Intonazione e dinamiche, suoni armonici.

Effetti
Frullato, growl, glissato, portamento, smear, bending, slap tongue, sovracuti, suoni multipli.

Espressione
Suono impostato, subtone, vibrato stretto\lungo\terzinato, interpretazione,
acciaccatura, trillo, tremoli, pronuncia, legato\staccato, doppio colpo lingua, diversificazione fonetica nello staccato\legato, lo stile dei grandi capostipiti nelle diverse epoche della musica afroamericana.

Articolazione
Diteggiatura, articolazioni complementari nel sassofono, agilità e precisione ritmica.

Melodia
Intervalli, melodie ad orecchio, ear training, variazioni melodiche (abbellimenti, note di passaggio, variazioni tematiche e ritmiche).

Armonia
Studio delle cadenze, centri tonali, cadenze d’inganno e d’effetto, sostituzioni, trasposizioni sulle strutture (blues, anatole,
forma canzone, modale, atonale.

Scale
Scale maggiori e minori, moti ecclesiastici, scale esatonali, diminuite, bebop, pentatoniche maggiori e minori, scale blues,
scale atonali (cromatiche e dodecafoniche).

Improvvisazione
Improvvisazione tematica, bloch cords, patterns e loro corretta pronuncia, studio sulle cadenze e accordi di apertura, tensione, fusione ,
risoluzione, interplay pronuncia dei grandi solisti e trascrizione loro assoli, interpretare lo staccato\legato, frammentazione del tempo.

Ritmo
Ritmi binari, ternari, composti. Frammentazione, raddoppio del tempo, variazione in 12\8 sui 4\4 (swing).

Tecniche di studio,Tecniche di mantenimento, Tecniche di rilassamento:
Tecnica base e della visualizzazione.Suddivisione delle discipline nell’esercizio quotidiano.
Tecnica di respirazione rilassate e preparatoria per le esibizioni pubbliche e per lo studio.

Corso Propedeutico d’Avvicinamento alla Musica

La musica è rapporto con il suono, la musica è rapporto con gli strumenti, con la propria voce, con l’ascolto quotidiano.

L’assenza d’educazione e di corretta impostazione nel recepire il mondo dei suoni è un grave danno per la formazione dell’individuo, una lacuna difficilmente colmabile nell’età adolescenziale ed in quell’adulta.

Introduzione
Impostare una corretta educazione musicale, oggi non è cosa da poco. In commercio si trovano decine di testi vari sull’argomento. Validi per certi aspetti, peccano tutti per un unico difetto; le loro proposte molto spesso sono condotte sulla base delle personali inclinazioni, convinzioni, cultura, opinioni, anche esperienze dei loro autori, non sulla base di quello che il bambino è: in altre parole su di una base oggettiva antropologicamente e storicamente fondata. Il bambino, di solito, è considerato un adulto in piccolo. Gli si propinano quindi esempi musicali adatti all’adulto, soltanto più semplici: tutto li. Non è neppure sospettato che l’umanità, nella sua storia, abbia goduto d’altri sistemi, adatti alle loro condizioni spirituali/culturali, prima di approdare alla tonalità, sistema adulto al massimo grado; e che il bambino ripete in breve quella storia e va accompagnato da quelle espressioni musicali parallele alla sua evoluzione.

Programma didattico
Il programma giornaliero sarà diviso in tre fasce:

a) attività al coperto (colorazione, simbologia musicale, esercizi ritmici con relative percussioni, associazioni d’animali pesanti con i suoni più gravi/animali leggeri suoni acuti, diversificazione delle gestualità e motilità in assenza/presenza di fonti sonore, esercizi di canto dalla melodia bitonale iniziale sino alla diatonica, passando attraverso la pentatonica; identificazione dei rumori producibili con le mani, i piedi e la bocca, etc.).

b) attività ludico (fondamentale per una corretta assimilazione del materiale didattico proposto) si svolgeranno giochi musicali abbinati all'attività motoria, importante anch'essa nella prima dentizione. (nascondino sonoro, ginnastica ritmica con associazione movimento/strumento, corsa con mappa musicale, identificazione e separazione del maggior numero di suoni/rumori udibili all'esterno, etc.)

c) visite di gruppo nelle aule di musica nel corso delle lezioni agli allievi adulti. Difficilmente si possono qui elencare tutti i vantaggi nello svolgere un corso di propedeutica musicale all’interno di una Scuola di Musica, come per altro dovrebbe essere sempre! L’importanza di avere l’opportunità di ascoltare i suoni reali della maggior parte degli strumenti, non più mediata dalla televisione, radio, computer, è enorme per il piccolo. Ciò si riscontra nel naturale ed istintivo “avvicinamento” del bimbo a quel particolare strumento lui più consono, ovviamente dopo un percorso propedeutico non inferiore ai due o tre anni.

Il programma, nella sua naturale evoluzione, mira alla costituzione di un vero e proprio “gruppo” di gioco \ studio musicale (punto importante per la socializzazione del piccolo, sotto il profilo pedagogico) attraverso le seguenti tappe:

  1. Insegnamento degli strumenti, e loro funzionamento, affidati ai piccoli.

  2. Insegnamento delle potenzialità dinamiche dello strumento.

  3. Insegnamento di una prima lettura musicale sullo spartito, con simbologia della dinamica inclusa.

  4. Costituzione di una piccola orchestra ritmico \ melodica (la collettività e le sue dinamiche)

  5. Direzione della piccola orchestra: presi uno per uno i bimbi, dopo avere assimilato ed eseguito strumentalmente il pezzo \ i loro affidato, impareranno a loro volta a dirigere attraverso la gestualità delle mani la piccola orchestra! (la responsabilità all’interno del gruppo).

Ci preme sottolineare un altro aspetto di notevole importanza pedagogica relativamente al percorso ludico \ didattico dei bimbi, vale a dire la sollecitazione dei percorsi mnemonici (di primaria importanza in questa fase della crescita) proposti ai bimbi.

I piccoli musici, difatti, memorizzano tutto il percorso didattico senza l’ausilio di “ripassi o lezioni a casa”. Questo avviene grazie alla combinazione di tre punti fondamentali della metodologia didattica proposta: aspetto ludico nella fruizione visiva, uditiva e motoria. È affascinante costatare, ad ogni successivo appuntamento, come i bimbi abbiano memorizzato ed interiorizzato la lezione precedente.

Si evince, da quanto sopra esposto, l’importanza dell’assenza dei genitori durante la lezione.

Il piccolo, pur se attraverso il gioco, è stimolato, infatti, dalle molteplici attività che richiedono la sua concentrazione. Nondimeno, la presenza del genitore in aula vanificherebbe la figura dei docenti quali unici (quasi) adulti presenti.

Finalità del Corso
Attraverso Metodologie ormai consolidate (Orff - Martenot) sino ai più recenti studi propedeutici (Alen Carrè - Gregorat) il corso si prefigge l'impostazione di una corretta educazione socio-musicale il più vasta possibile.

Il programma, che terrà conto in modo scrupoloso della separazione dei tre metodi didattici nelle tre Dentizioni si svolge in pratiche ludiche (colorazioni, simbologia, movimento, suono, ginnastica) mirate a sconfiggere la malattia dei bimbi del 2000: scarso movimento/gioco ed eccessiva attenzione esclusivamente visiva (TV, Computer) e non uditiva, mentre è riconosciuto ormai che specie nel primo periodo della 1° dentizione, le nozioni vanno assimilate mediante il gioco uditivo/visivo/motorio.